STOP THE BLEED ITALIA: PERCHE’ PEGGIO DELLA MORTE C’E’ SOLO UNA MORTE CHE SI SAREBBE POTUTA PREVENIRE!

STOP THE BLEED ITALIA: PERCHE’ PEGGIO DELLA MORTE C’E’ SOLO UNA MORTE CHE SI SAREBBE POTUTA PREVENIRE!

STOP THE BLEED ITALIA: PERCHE’ PEGGIO DELLA MORTE C’E’ SOLO UNA MORTE CHE SI SAREBBE POTUTA PREVENIRE!.

Interessantissimo corso, no direi che è un corso indispendabile!!!

Gli istruttori dell’Accademia hanno partecipato all’iniziativa organizzata da Thin Blue Iine Italy in collaborazione con Stop the Bleed. Il corso B-Con si è tenuto il 6 ottobre 2019 incentrato sul riconoscimento e gestione delle emorragie massive. Durante l’addestramento si è  potuto conoscere ed impare il corretto impiego del tourniquet e dei presidi per fermare un emorragia pericolosa per la vita.. Non ci sono tantissime parole, almeno non ci sono vocaboli per l’encomiabile lavoro che stanno portando avanti entrambe le associazioni o meglio come preferisco definirli “movimenti”. Il titolo dell’articolo racchiude l’essenza dell’iniziativa. A seguire abbiamo deciso di inserire la descrizione di entrambe le realtà sollecitando tutti voi a prendere contatto con loro. Il corso si è svolto in una giornata, è ha visto i corsisti mettere in pratica alcune tecniche “salva vita” destinate a fare la differenza. #StaySafe and #SaveaLife

Thin Blue Line Italy

Thin Blue Line Italy nasce nel finire del 2017 dalla volontà di traferire anche in Italia quella filosofia e sentimento internazionale che mira alla fratellanza, al reciproco rispetto, al riconoscimento dell’operato delle forze di polizia, al supporto degli stessi che ogni giorno, tra le difficoltà, cercano di fare il meglio per difendere le libertà civili e collettive.

Thin Blue Line Italy, attraverso i propri canali social che fungono da piattaforma informativa, associa agli scopi anzidetti la volontà di sensibilizzare l’accrescimento culturale e professionale in ambito multidisciplinare degli operatori di polizia al fine di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e professionalità da riversare in favore della sicurezza comune. Il riconoscimento del proprio ruolo nella società e nell’organigramma dell’apparato di sicurezza è fondamentale per avere la giusta consapevolezza ed approccio culturale verso la filosofia Thin Blue Line.

 

Thin Blue Line Italy non vende formazione ma attraverso l’operato gratuito dei suoi membri si impegna a condividere conoscenze e creare, tramite la sinergica collaborazione con altri Enti e associazioni, delle occasioni per conoscere, apprendere ed approfondire tematiche di interesse.

Thin Blue Line Italy è un movimento di chi si riconosce nei valori e negli obiettivi di cui sopra. Thin Blue Line è uno spirito e una mentalità che non ha una divisa, un distintivo, un logo.. è l’unione di principi lungo una sottile Linea Blue.. la linea del dovere.

A presto

Thin Blue Line Italy

www.thinbluelineitaly.org 

 

Stop the Blead

Stopthebleed Italia è una idea, divenuta poi un progetto. Siamo partiti in pochi, ormai tre anni fa, con l’idea di poter insegnare a chiunque come trattare una emorragia massiva. Sanitari e laici. Militari e civili. Giovani ed anziani. Il corso da noi attualmente erogato è chiamato “STOP THE BLEED” ovvero “ferma il sanguinamento”. E’ un corso che fa parte di una campagna più grande lanciata in America dall’American College of Surgeons “Stop The Bleed – Save a Life”. Ha una durata di circa tre ore e consta di una parte teorica ed una pratica in cui si provano e sperimentano le manovre di zaffaggio di una ferita e di applicazione del tourniquet. Questo è molto importante perché in situazioni di emergenza, dove sai che in 3-5 minuti puoi morire dissanguato, non si ha tempo per l’improvvisare. Bisogna sapere cosa fare, farlo bene e farlo velocemente.

I nostri istruttori sono persone che hanno una formazione sanitaria professionale. I corsi sono gratuiti, e non vendiamo nessun tipo di materiale oltre a non avere nessun conflitto di interesse. I presidi che consigliamo li selezioniamo in base all’evidenza scientifica, anche se stiamo purtroppo vedendo il proliferare di realtà che cercano di farci business.

Ad oggi siamo a quasi 2800 persone formate e la nostra pagina conta quasi 3000 “Mi piace”, siamo soddisfatti. Abbiamo fatto diversa formazione in Italia e all’estero presso la Facoltà di Medicina in Plovdiv in Bulgaria e la Faculdade de Medicina do Porto, in Portogallo. A Maggio siamo stati alla SOMSA Special Operation Medical Association Scientific Assembly che si é tenuta in North Carolina ove abbiamo esposto per il secondo anno consecutivo un poster aggiornato di quanto stiamo facendo e ad inizio giugno a San Paolo, dove un nostro istruttore ha presentato oralmente il poster “STOP THE BLEED ITALY: HOW A BASIC MEDICAL TRAINING HAS ARRIVED TO BE A PUBLIC AWARENESS CAMPAIGN” all’interno del congresso Intergastro&TRAUMA.
Altre due importanti collaborazioni sono quelle con il Centro di Simulazione e Formazione Avanzata dell’Università degli Studi di Genova che ci sta portando quest’anno a implementare questo corso nel CdL di Medicina e Chirurgia formando 120 futuri medici all’ultimo anno, e quella siglata con Thin Blue Line Italia che ci ha permesso ad arrivare ad erogare i corsi B-CON al bacino dei “first responders” delle Forze dell’Ordine, troppo spesso trascurate per quanto riguarda la formazione sanitaria.

le tecniche operative nella pattuglia in bicicletta?

le tecniche operative nella pattuglia in bicicletta?

Le tecniche operative nel servizio in bicicletta?

Spesso mai nessuno si pone il problema...
articolo completo

Perché la stragrande maggioranza dei Comandi di Polizia, Locale o Nazionale, non pongono l’attenzione sulle tecniche operative??

Con la bella stagione, come i funghi in autunno, spuntano le pattuglie in bicicletta nella nostre forze di polizia. Oggi giorno la bicicletta catalizza l’opinione pubblica a tal punto che anche le gli operatori del soccorso sanitario inforcano la bicicletta. Senza dilungarci oltre sotto l’aspetto normativo, come già scritto nell’articolo “L’aspetto normativo del servizio in bici, anche la pattuglia sottostà al decreto 81/2008”. L’altro aspetto di fondamentale importanza rimane quello delle tecniche operative.

LE TECNICHE OPERATIVE NEL SERVIZIO IN BICICLETTA

Molti strabuzzeranno gli occhi, ma credetemi non sono affatto matto nello scrivere ciò, il problema a quanto pare risiede nel fatto che non tutti sono in grado di immaginare che esistano delle tecniche operative per il servizio in bicicletta, denominato bike patrol o bike police. Molti servizi in bicicletta per essere attivati sono sostenuti da un grande spirito “green”, che sia ben chiaro, ben venga, di fatto lo è green, ma non deve essere il motivo trainante del servizio di Polizia o di soccorso. In molti Comandi però l’impronte ecologica serve solo per giustificare l’attivazione di un servizio al quale non riescono ad attribuire la sua vera natura. Di recente alcuni Questori illuminati in concomitanza dell’attivazione delle pattuglie della polizia di stato parlano di “vicinanza al cittadino” e di “velocità di intervento” cogliendo gli aspetti salienti del servizio, ma ahimè anche loro trascurano l’aspetto formativo.

La bicicletta diventa un mezzo operativo quando mette l’operatore in condizione di far meglio il proprio lavoro, e che senza di essa  sarebbe un altra cosa… mettendo il focus su questo concetto cosa vorrò mai dire. Mettere un operatore della sicurezza o del soccorso su di una bicicletta, vuol dire assumersi la responsabilità che questi padroneggi il mezzo, non serve fare una selezione sul presupposto di  sapere solo pedalare. Perché non basta saper solo pedalare? Perché con questo presupposto la bicicletta diviene un mero mezzo di trasporto, per poter andare dal punto A al punto B, fare servizio in bici significa trasmettere a quell’operatore tutte le competenze affinché il mezzo diviene uno strumento di lavoro, poiché di questo si tratta, l’operatore in bicicletta non può solo sapere pedalare, deve avere qualcosa in più non trovare? Con le tecniche di guida opportunamente impartite quell’operatore può padroneggiare con il suo mezzo qualsiasi situazione dell’insidioso ambiente urbano, inoltre attraverso l’utilizzo della bicicletta può porre in essere una serie di tecniche operative per poter svolgere il proprio servizio con maggiore sicurezza. La bicicletta può diventare velocemente un scudo  e riparare l’agente da lancio di oggetti. Velocemente la bicicletta può diventare un’estensione del corpo dell’operatore e frapporsi in caso di aggressione, anche con oggetti contundenti. In questo caso due operatori, oltre a potersi difendere sono in grado di finalizzare il fermo/arresto del soggetto ostile, minimizzando il rischio di lesioni, e massimizzando l’effetto di arresto attraverso la bici. Ci sono anche diverse leve sul manubrio per poter ammanettare soggetti ostili. Inoltre La bici divine anche vantaggiosa nel controllo “frugale” dei soggetti sospetti.  Oltretutto la bicicletta può rilevarsi un valido strumento di protezione anche quando l’operato deve svolgere il compito del controllo dei documenti.

Inoltre saper condurre la bicicletta porta un vantaggio enorme nell’inseguimento di soggetti che fuggono via di corsa a piedi, o anche in bicicletta, considerando l’età media degli operatori della sicurezza, rispetto all’età media di coloro che commettono i reati. In questa condizione l’operatore sicuramente ridurrebbe anche il gap legato alla preparazione fisica, altro argomento spinoso per le forze di polizia in Italia. La bicicletta ha il vantaggio di  essere uno strumento di lavoro duttile. Dalla difesa personale dell’operatore alla delimitazione di aree, fino alla chiusura temporanea delle strade.

Concludendo sulle tecniche operative del servizio in bicicletta.

Quando si attiva un servizio di questo tipo bisogna cambiare la prospettiva, sicuramente l’aspetto più importante è la consapevolezza che per svolgere questa attività a monte deve esserci un corso di formazione, il quale deve preparare l’operatore al servizio. Questo servizio racchiude  in se lo spirito della polizia dì prossimità, quindi non si può immaginare di avere agenti non pronti ad affrontare ogni tipo di criticità che questo approccio di polizia possiede. Quindi non si dovrebbero attivare le pattuglie nella forze di polizia perché sono. Green, è indiscutibile questo assunto, la bicicletta è ecologica, ma non si dovrebbe vestire un servizio di polizia solo di questo, perché l’operatore in bicicletta è molto di più di messaggio ecologico.

Già diversi Comandi hanno attivato i corsi dell’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta

in diverse realtà siamo già presenti con il nostro progetto formativo

Come nasce l’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta

la storia dell’AIPIB

Il dieci motivi per attivare il servizio in bicicletta

dai un occhiata del perché dovresti attivare un servizio in bicicletta formato

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Già diversi colleghi e diversi comandi si sono iscritti alla nostra mail list, cosa stai aspettando?

L’aspetto normativo del servizio in bici, anche la pattuglia sottostà al decreto 81/2008

L’aspetto normativo del servizio in bici, anche la pattuglia sottostà al decreto 81/2008

L’aspetto normativo del servizio in bici,

anche la pattuglia sottostà al decreto 81/2008

il decreto 81/2008 e la pattuglia in bicicletta

La bicicletta di recente è entrata nei grandi centri urbani come un’ottima alternativa agli spostamenti dei veicoli a motore. I vantaggi dati da quest’ultima sono i seguenti: minimo costo di gestione se paragonato all’automezzo, maggiore velocità di spostamento nei centri urbani congestionati, possibilità di poterla “parcheggiare ovunque”, hanno fatto sì che a livello sociale, questo tipo di mobilità venga sempre più accettata e condivisa e soprattutto sostenuta. Inoltre importanti campagne ecologiche hanno stimolato la cittadinanza verso questo tipo di veicolo ad alta efficienza, e ad impatto pressoché zero. Detto ciò, la bicicletta storicamente ha sempre accompagnato le forze di Polizia Locale, in principio come valido strumento di spostamento, poiché i veicoli a motore non erano cosi diffusi. Recentemente affianca le pattuglie in auto nei centri urbani moderni. Questo progetto di ricerca nasce dal quesito “esiste una formazione per attribuire una mansione specifica all’Agente in bicicletta?”. 

A tale proposito sono state analizzate tutte le maggiori situazioni dove vengono impiegati gli operatori che effettuano il servizio in bicicletta nelle forze di polizia italiane, partendo dalla tesi “che non esiste una formazione specifica”, in quanto non risulta esistere una preparazione specifica per questo ruolo . Dalla ricerca è emerso che in Italia non esiste una formazione specifica, o meglio non esiste neppure un infarinatura minima di sicurezza per gli operatori destinati a questo tipo di servizio, se non qualche raro caso, e quasi sempre con grosse lacune che  non soddisfano minimamente gli aspetti tecnico operativi.

Lo sforzo è quello di avviare un vero e proprio reparto specializzato della Polizia (intesa tutta, da quella locale a quella di stato a Carabinieri agli operatori del soccorso), con un’efficace e opportuna formazione ed informazione per gli agenti/operatori che svolgeranno il servizio in bicicletta. 

Questo perché leggendo con attenzione il D.lgs 81/2008, soffermandoci su alcuni articoli quali:

Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono i riferimenti di norma richiesti sono: D.lgs 81/2008 e s.m.i., partendo dall’art. 18 c.1 lett. l) che recita:

1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: ………. omissis ……….

l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37;

Art. 36. Informazione ai lavoratori

1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:

………. omissis ……….

Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti

1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:

a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;

b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

………. omissis ……….

Per quanto riguarda la Polizia Locale la figura del “datore di lavoro” viene rappresentata dal Comandante,  la stessa figura compare anche in altre forze di polizia. Partendo dal presupposto che anche le forze di polizia e del soccorso tutte devono attenersi al decreto, spicca immediatamente la condizione di non ottemperanza allo stesso. Viviamo una violazione costante tutte le volte che viene  attivato questo tipo di servizio, non considerando che la bicicletta diviene uno strumento di lavoro quando imbracciata da un  operatore. Quindi assodato che la bicicletta rientra tra gli strumenti di lavoro in dotazione all’agente, ci si chiede come il comandante abbia ottemperato alla formazione ed informazione del proprio personale? 

La ricerca ha evidenziato la grossa criticità italiana, non esiste formazione per questo tipo di servizio, non viene considerata la bicicletta come un opportunità operativa per gli operatori, in quanto non molti hanno la consapevolezza di cosa può fare un operatore preparato. La pattuglia in bici inoltre veste nel modo del tutto naturale la polizia di prossimità, infatti questo operatore è prossimo al cittadino, si immagini con che facilità questi possa fermarsi a dare informazioni rispetto ad un collega in auto, in un centro cittadino congestionato dalla moltitudine di auto.

Inoltre, va aggiunto che il ruolo dell’agente in bici viene percepito come marginale, si usa la bici spesse volte in alternativa al servizio appiedato, quindi questo mezzo non viene considerato sotto l’aspetto operativo, in quanto nessuno ha espresso in modo concreto le potenzialità che lo stesso può avere in ambito dei servizi di polizia. Non vi è una formazione specifica per l’approccio operativo del pattugliamento in bicicletta, non viene affrontato questo aspetto, ma è luogo comune che per andare in bici non serva altro che saper pedale: nulla di più errato, perché questo veicolo offre più opportunità di impiego rispetto al semplice spostamento. Obbiettivo della tesi di master è stato quello di valorizzare il ruolo dell’agente in bici. Sarebbe bello ipotizzare che i giovani vedendo questo tipo di servizio si possano appassionare al tal punto da decidere di svolgere la professione di Agente in Bicicletta.

Nella figura

si può notare una pattuglia della Polizia Locale in servizio in un centro cittadino: si può parlare di D.lgs 81/2008, quando gli agenti non indossano neppure il casco per ciclisti? Si può parlare di identità e specialità di un reparto quando indossano i capi della divisa comune, pur facendo un servizio che per la sua natura necessita di abbigliamento tecnico specifico. I mezzi in dotazione sono idonei per l’utilizzo di pattuglia??? 

Facendo riferimento alla mia regione di appartenenza, il Piemonte, non è descritta in nessun manuale la formazione per l’uso corretto del velocipede in ambito di Polizia Locale e tantomeno le caratteristiche che dovrebbe avere. Anzi, questo tipo di servizio non è mai neppure menzionato, se poi andiamo nello specifico nel volume n°46, al suo interno in tutti gli scenari rappresentati dal pattugliamento alle tecniche di contenimento, non viene mai nominata né raffigurata la bicicletta, essendo questo mezzo utilizzato in molti comuni piemontesi.

MANCHI SOLO tu

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Se ti fa piacere lasciando la tua e-mail potrai rimanere aggiornato sulla nostra attività associativa e formativa. Gia molti Colleghi e Comandi si sono iscritti.

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La pattuglia in bicicletta di Meriden tramite questo servizio si prefigge di incrementare l’interazione con la cittadinanza

La pattuglia in bicicletta di Meriden tramite questo servizio si prefigge di incrementare l’interazione con la cittadinanza

il nostro approfondimento

La pattuglia in bicicletta di Meriden tramite questo servizio si prefigge di incrementare l'interazione con la cittadinanza

Il cardine della poliziadi prossimità

In riferimento all’articolo originale, di cui allego il collegamento, vorrei fare alcune considerazioni. Si percepisce immediatamente che  il servizio di polizia velomontanto e/o Bike Patrol viene valorizzato nel suo aspetto legato alla polizia di prossimità, infatti il giornalista nel proprio titolo in modo del tutto chiaro e trasparente riporta che questo servizio è destinato ad aumentare il numero dei contatti con la popolazione, intesi come intereazioni con la cittadinanza, aggiungerei che di fatto il servizio  non si veste in una connotazione ecologica, ma assume la connotazione di polizia di comunità. Indubbiamente il servizio in bicicletta ha delle connotazioni ecologiche ma non deve essere il motivo trainante per la sua attivazione.

Nell’articolo sono stati valorizzati tutti gli aspetti legati al servizio di prossimità o dell’agente di quartirere, nella di Meriden, una città molto simile ad un nostro capoluogo di provincia con 60.000 abitanti, ubicata nel Connecticut, Stati Uniti,  il servizio è stato ripreso. Tra  gli obiettivi  dell’iniziativa troviamo  quella di aumentare le relazioni con i cittadiani,  questo viene facilitato della scelta delle due ruote che rende gli operatori più vicini alla popolazione, in quanto sono direttamente prossimi, sia come distanza che come socialità.

Nel corso del tempo il dipartimento di polizia di Meriden ha potuto constatare che questo tipo di servizio è il collegamento naturale tra il servizio appiedato e quello automontato. Nell’articolo con grande correttezza si evidenzia che tra limitazioni del servizio ci sono le avverse condizioni meteo, ma di fatto se il tempo lo consente gli agenti preferiscono usare la bici come mezzo di pattuglia rispetto all’auto. L’agente Cary Maikranz confermando quello detto fino ora riferisce: “È una buona miscela tra la pattuglia a piedi e la pattuglia in auto, perché hai un tempo di risposta più veloce che a piedi inoltre sei furtivo e allo stesso tempo e facilmente accessibile.”

Gli agenti hanno evidenziato le anologie del servizio in bici con il servizio appiedato, convergendo che l’unico punto in comune è il caso in cui dovessero trarre qualcuno in arresto o fermo, in entrambi le situazioni bisogna attendere l’arrivo della pattuglia di supporto per la traduzione.

I responsabili del servizio riferiscono che la bicicletta ha la possibilità si poter essere di rapido intervento nel loro centro cittadino. Alcuni agenti ci informano che nella loro città nella zona centrale ci sono parecchi sensi unici, situazione che avantaggia la bici rispetto alle auto pattuglie in emergenza, in quanto la bicicletta ha piu facilità di raggiungere luoghi centrali, potendo andare nel senso opposto, rispetto ai colleghi in auto che per questioni degli spazi non potrebbero.

L’agente Shedlock da alcuni spunti, mettendo in evidenza alcune peculiarità del servizio  in bici, che pur essendo molto visibile, di fatto è molto silenzioso e   che molte volte i residenti non si rendono conto che c’è un agente  in bicicletta che si avvicina a loro perché cercano le auto pattgulie. 

Un altro importante aspetto del dipartimento di Merden è quello legato  dell’informazione, e prettamente quella destinata ai ciclisti. Gli agenti  stanno  promuovendo campagne si sicurezza per la bicicletta coinvolgendo i bambini, e con l’occasione distribuisco buoni per il gelato gratuito con una partnership con McDonald’s.

Anche il Comando di Polzia Locale di Alessandria sta portando avanti un iniziativa simile, distrubuendo ai ciclisti che hanno la propria bicicletta in regola con il codice della strada dei gadget.

Nell’articolo viene altresì valorizzato la duttilità del servio in bicicletta in occasione di eventi e manifestazioni.

Noi rimaniamo fermamente convinti che l’aspetto di polizia di prossimità deve essere in cima alle motivazione per attivare il servizio di Bike Patrol, e come Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta, sosteniamo che questo tipo di servizio debba essere assegnato ad operatori formati.

lo studio
Esiste uno studio che elenca i dieci  motivi per  il quale è ottimale attivare il servizio di bike patrol eccone elencati alcunI

01. L’Agente in bici è percepito come più amichevole

L’agente di polizia in bicicletta, contrariamente a quanto accade per le autopattuglie, è percepito dai cittadini in modo molto più positivo, più vicino ai loro problemi e più aperto a far crescere maggiore spirito collaborativo. L’esperienza pratica e studi in merito (Menton 2007) evidenziano come l’autopattuglia crei normalmente nel cittadino sensazioni negative, causate da sirene e luci lampeggianti, stazionamenti in doppia fila e tempi di attesa, per l’arrivo sul posto, percepiti come troppo lunghi. Tutte queste negatività, quando si tratta di pattuglia in bicicletta, si trasformano in sensazioni positive, orientate alla confidenza, all’ascolto e alla collaborazione 

03. Le pattuglie in bicicletta hanno più del doppio dei contatti con il pubblico delle pattuglie in auto

Il maggior numero di contatti, favorito normalmente dalla pattuglia in bici rispetto a quella automontata, crea maggiore disponibilità nei cittadini ad aiutare la polizia a svolgere meglio il proprio lavoro, in uno spirito di massima collaborazione.

I nuovi cavalieri: come la polizia antisommossa americana ha abbracciato la bicicletta

I nuovi cavalieri: come la polizia antisommossa americana ha abbracciato la bicicletta

The new horsemen: how American riot police embraced the bicycle 

Sicuramente non potevamo non essere attratti da un titolo cosi evocativo, gli ingredienti ci sono tutti, Polizia e bicicletta.  Non voglio porre la vostra attenzione prettamente sul contenuto dell’articolo ma vorrei entusiasmarvi. Non si tratta di elogiare una forza di polzia straniera e tanto meno queste considerazioni vogliono essere un elogio ad un sistema giudiziario tanto diverso e distante dal nostro. Come detto in premessa gli ingredienti essenziali sono racchiusi nel  tipo di servizio. 

In Italia si fatica ad attivare i nuclei di pattuglie in bicicletta, e spesso quando accade sono sempre accompagnate da filosofie Green/Ecologiche, non identificandolo in quello che realmente  è!  Di fatto si tratta di un servizio di polizia, con una forte connotazione di polizia di prossimità e sicuramente ad impatto ambientale quasi nullo. Il giornalista nell’articolo elogia la professionalità di questo nucleo, udite… udite … impegnato nell’ordine pubblico… Apparentemente non hanno nulla di speciale questi uomini, anzi questi cavalieri, se non una bicicletta, e protezioni comunemente utilizzate dai ciclisti che praticano downhill, una buona prestanza fisica, ed hanno ricevuto un addestramento specifico. 

 Sono più mobili, possono creare più facilmente barriere fisiche e le biciclette possono essere utilizzate come armi citazione “Kristian Williams”  

Dismounting as they closed in, they pushed their bikes directly into the heart of the melee. Yelling instructions – “Move BACK!” – they used the bikes, and their bodies, to create a line, pushing back the crowd and separating the antagonists.

La formazione specifica attraverso l’addestramento ha permesso a questi operatoti di muoversi nella folla, e con agilità al loro passaggio semplicemente scendendo dalla bicicletta creavano delle barriere che sbarravano la strada al loro passaggio. Inoltre sono riusciti attraverso gli ordini di polizia e frapponendo le biciclette tra loro e i manifestanti a farle arretrare  dividendo la folla e separare gli antagonisti.aNoi dell’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta crediamo fortemente nel servizio di Bike PAtrol strutturato e formato, e con questo suggestivo articolo vogliamo fare informazione. Bisogna che tutti si rendano conto che i reparti in bicicletta hanno un grosso potenziale, e sicuramente non devo nascondersi dietro un messaggio green, in quanto di fatto è un servizio di polizia. Questo servizio   ha il grosso vantaggio di avvicinare di nuovo la cittadinanza. L’agente in bicicletta è prossimo, è vicino è reattivo alla richieste della popolazione. Insistiamo sul fatto che questo servizio è il collegamento naturale tra il servizio appiedato e quello in auto. Insistiamo che l’attenzione deve essere posta sulla formazione dell’operatore CAVALIERE che “cavalca” la bicicletta e non porre in essere campagne dove la bicicletta diviene la protagonista del servizio. L’articolo completo link, le foto sono state prese dall’articolo