Fare la “SICUREZZA” in BICICLETTA? Forse ci siamo quasi

Fare la “SICUREZZA” in BICICLETTA? Forse ci siamo quasi

fare la "SICUREZZA" in BICICLETTA? Forse ci siamo quasi

 

una breve riflessione su quello che ha attirato la nostra attenzione al salone della  sicurezza 2019 di  Milano

La bicicletta di sicurezza

Milano, Salone

Sicurezza 2019

L’evento ha visto la presenza di 619 aziende, di cui molte straniere, ed ha dato una visione completa sulle tecnologie, le innovazioni, e le trasformazioni digitali che stiamo vivendo. La manifestazione è diventata un punto di riferimento a livello europeo per i temi di security e smart building e ha permesso lo sviluppo di convegni e workshop con più di 100 appuntamenti in tre giorni, con quattro diversi padiglioni.  La fiera Sicurezza 2019 è riuscita a concentrare in un unico spazio un grande numero di imprenditori, lavoratori e cittadini interessati all’innovazione. Le PMI sono la spina dorsale dell’Italia e favorire lo sviluppo tecnologico ed innovativo significa puntare sull’avanzamento di tutto il tessuto nazionale. Sto seguendo con attenzione il tema degli aiuti statali alle imprese e in particolare sto facendo molta attenzione alla defiscalizzazione dei costi sulla sicurezza, per dare un nuovo impulso all’economia.

Nel nostro giro ci sono state tante cose che hanno catturato la nostra attenzione, ma su di una in particolare abbiamo focalizzato la nostro concentrazione.

Nello stand istituzionale dell’Arma dei Carabinieri e in quello della Polizia di Stato,  abbiamo trovato… delle biciclette con tanto di livrea.

Lo stand dell’Arma ha una grosso impatto ecologico, infatti accanto alla bici trovia un’auto elettrica. Inoltre vogliamo precisare che la bicicletta dovrebbe essere quella che usano l’ex corpo forestale dello stato, ora Carabinieri Forestali. Ma perché l’arma non rivalorizza il glorioso reparto dei Reali Carabinieri Ciclisti?

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Perché ho scelto di diventare un Bike Patrol

Perché ho scelto di diventare un Bike Patrol

Sappiamo più o meno tutti utilizzare una bicicletta, perché magari da piccoli i genitori ci hanno messo sopra e noi abbiamo cominciato a pedalare… Da lì abbiamo piano piano imparato anche a nostre spese a rimanere in sella ed affrontare i primi ostacoli. Più in là magari uscendo con gli amici si è continuato a pedalare ed affrontare i primi percorsi, magari anche in off-road, chi meglio o chi peggio, perché, inutile negarlo, c’è chi nasce con la dote di saper andare in bicicletta e chi no e deve soffrire di più per imparare. Le “tecniche” usate per anni sono quelle apprese da amici o derivate da esperienza ma per andare in sicurezza in bicicletta e quindi applicare la giusta tecnica in ogni occasione non basta questo. Bisogna soffermarsi su ogni singola tecnica con la supervisione di una persona esterna, competente, che ti aiuta a risolvere le piccole lacune che ognuno di noi ha, in alcuni casi banali ma in altri anche pericolose. Ecco perché risulta essere fondamentale, nel nostro ambito, frequentare il corso di Bike patrol. Si parte dalla base, L’equilibrio, per passare poi alla salita, alla partenza ed alla discesa operativa che nulla a che vedere con l’utilizzo classico della bicicletta. Tecniche operative riguardanti le cadute, le emergenze che si devono affrontare quotidianamente utilizzando un veicolo di servizio che offre al corpo umano sicuramente meno protezione di una vettura. Tecniche operative riguardanti l’arma da fuoco ed il suo utilizzo in caso di necessità. Come utilizzare la bicicletta per fermare un soggetto potenzialmente pericoloso e molte altre divertenti attività. Si, ho scritto divertenti perché nonostante l’intensità del corso, io l’ho trovato assolutamente divertente. In conclusione, nonostante si abbiamo anni di esperienza, frequentare il corso può davvero cambiare il modo di andare in bicicletta ed ancora più importante, affrontare gli ostacoli con padronanza e sicurezza rendendo ancora più piacevole e funzionale il servizio.

Storia dell’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta

Storia dell’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta

Nel 2017 nasce ad Alessandria l’associazione di promozione sociale l’AIPIB Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta, dopo un anno di ricerca per il conseguimento del Master in Politiche di Sicurezza e Polizia Locale, a cura dell’agente e studente Mauro Di Gregorio. Lo scopo dell’associazione in via prioritario, come da statuto, è quello di divulgare  la formazione delle Pattuglie velomontate nei corpi di Polizia, affinché questo tipo di servizio venga svolto in sicurezza e nel miglior modo possibile. 

Infatti l’AIPIB pone attenzione alla formazione più specializzata. Per un servizio di vigilanza e controllo del territorio adeguato occorre acquisire tecniche specifiche, al fine di minimizzare i rischi e i pericoli per gli operatori. 

Il progetto di tesi di Master ha analizzato come attualmente vengono utilizzati i servizi di polizia e con particolare attenzione rivolto a quello delle polizie locali che hanno servizi in bicicletta.

La ricerca che ha coinvolto 60 città, di cui buona parte capoluoghi di provincia è stata effettuata tramite un questionario on line inviato ai comandi. I dati hanno convalidato l’ipotesi di partenza della ricerca la quale si poneva la domanda “il servizio in bicicletta attualmente è supportato da corsi specifici?” e i risultati hanno purtroppo evidenziato che attualmente in Italia i servizi di vigilanza in bicicletta sono limitati, poiché le amministrazioni non hanno mai previsto una formazione specifica per questo ruolo, quasi che chi andasse in bicicletta fosse un agente di serie B. Dalla ricerca è emerso che bisogna aggiornare le procedure, al fine di sfruttare tutte le potenzialità dell’impiego operativo dei velocipedi, e di non limitarli a semplice mezzo di trasporto infatti la mancanza di preparazione fa si che il mezzo diventi semplicemente un alternativa allo spostamento appiedato. Bisogna porre anche l’attenzione a non trascurare l’aspetto legislativo, assodato che il velocipede, nel momento in cui è utilizzato da un operatore, è uno strumento di lavoro ai sensi del decreto 81/2008 deve essere prevista un’informazione ed una formazione specifica ai destinatari del servizio, che vada dai rischi generici alle tecniche operative.

A seguito dell’elaborato di Master nasce AIPIB e conseguentemente iniziano le prime attività formative con l’attivazione di alcune pattuglie sperimentali in alcuni capoluoghi di città. Il ruolo dell’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta è stato quello di porre l’attenzione sulla formazione specifica al servizio di vigilanza e controllo del territorio attraverso l’uso della bicicletta. 

La pattuglia in ciclomontanta o Bike Patrol si distingue vari aspetti:

Silenziosa, dal costo super efficiente e sorprendentemente efficace, la pattuglia in bici è in grado di colmare il vuoto esistente tra il servizio di autopattuglia e quello di pattugliamento a piedi. L’agente di polizia in bici è in grado di usare tutti i suoi sensi, inclusi l’olfatto e l’udito, per individuare ed intervenire a contrasto di attività criminose. Può scegliere di cogliere alla sprovvista il sospettato senza farsi accorgere o al contrario di rendersi altamente visibile al fine di far percepire ai cittadini maggiore senso di sicurezza.”

Il controllo del territorio riveste un ruolo di fondata importanza per gli agenti della Polizia Municipale l’istituzione di questa pattuglia in bicicletta può essere un valido strumento per migliorare la rapidità degli interventi. Infatti, uno dei principali vantaggi è la capacità di attraversare, con questo mezzo, aree delimitate come parchi e giardini pubblici e avere quindi un contatto più diretto con l’ambiente circostante, permettendo azioni di pronto intervento.